TECNICHE DELLA PREVENZIONE
  NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO
  SCHEDA INFORMATIVA

Corso di Studio in: TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL'AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO
Classe di Laurea : L/SNT/04
Tipo di Corso : TRIENNALE
Area Didattica : Medicina e Chirurgia
Scuola : Medicina e Chirurgia
Dipartimento : Dipartimento di Sanità Pubblica
Durata del Corso : 3 ANNI
Accesso al Corso : Numero programmato
Programmazione Didattica : LINK PAGINA


Coordinatore: Prof. Umberto Carbone
Telefono : 081 746.2049
Fax : 081 746.2049
e-mail : umberto.carbone@unina.it
Orario ricevimento studenti:  


Coordinatore Didattico del CDS  : Dott.ssa TERESA REA
Telefono : 081 746.3022
Fax : 081 746.3022
e-mail : teresa.rea@unina.it


Sede Amministrativa del Corso: DIPARTIMENTO DI SANITA' PUBBLICA
EDIFICIO UFFICI  : Edificio 19 Corpo Basso Nord
1° Piano
Telefono : 081 746.3022
Fax : 081 746.3022
e-mail : didattica.dsmep@unina.it


Obiettivi Formativi:


Il Corso di Laurea per Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei luoghi di Lavoro (CL TPAL) si articola in tre anni ed è istituito all’interno della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli – Federico II. Il  CL TPAL si propone il conseguimento degli obiettivi formativi di seguito definiti. I laureati nel corso di laurea sono, ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, art. 4, comma 1, gli operatori delle professioni tecniche della prevenzione che svolgono con autonomia tecnico-professionale attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e veterinaria. Tali attività devono comunque svolgersi nell’ambito della responsabilità derivante dai profili professionali. I laureati nel corso di laurea sono dotati di un’adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi patologici dell’età evolutiva, adulta e geriatrica sui quali si focalizza il loro intervento preventivo e/o riabilitativo. Devono inoltre saper utilizzare almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano, nell’ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali. Le strutture didattiche devono pertanto individuare e costruire altrettanti percorsi formativi atti alla realizzazione delle diverse figure di laureati funzionali ai profili professionali individuati dai decreti del Ministero della Sanità. Le strutture didattiche individuano a tal fine, mediante l’opportuna selezione degli ambiti disciplinari delle attività formative caratterizzanti, con particolare riguardo ai settori scientifico-disciplinari professionalizzanti, gli specifici percorsi formativi delle professioni sanitarie ricompresse nella classe. In particolare, i laureati nella classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo ai singoli profili identificati con provvedimenti della competente autorità ministeriale. Il raggiungimento delle competenze professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l’acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni profilo, così da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le necessarie competenze e la loro immediata spendibilità nell’ambiente di lavoro. Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste l’attività formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con la supervisione e la guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al più elevato livello formativo previsto per ciascun profili professionale e corrispondente alle norme definite a livello europeo ove esistenti.